Qualche cenno sull'argomento:

ECONOMIA DELLA DIFESA

Questo libro vuole affrontare un argomento scomodo e impopolare.
Quanto è importante lo strumento della difesa per garantire la pace e la sicurezza? E quanto la sicurezza è importante per sostenere lo sviluppo economico? Economia e guerra rappresenta un binomio antico come il mondo; eppure gli economisti non si sono mai preoccupati di sistematizzare nei loro trattati le pecurialità di tale binomio.
Questo libro non ha una tale ambizione, ma vuole almeno “parlarne” poiché si sono convinti che solo in un contesto in cui vi è sicurezza si possono instaurare meccanismi di “speranza”, volti alla crescita economica desiderabile. Sotto questo aspetto la sicurezza diventa un bene pubblico globale.
Per comprendere il senso della parola pace non si deve riportare il pensiero solo al concetto del “non
conflitto”, poiché la pace è molto di più essa comprende: collaborazione, accettazione del diverso, dialogo, identificazione del prossimo come uomo libero, il diritto alla salute, il diritto all’istruzione, il diritto a vivere in modo dignitoso, la libertà di parola e pensiero.
Se la pace è armonia tra diversi in alcune zone territoriali per instaurare la pace e la sicurezza è necessaria la presenza di forze militari e civili che fungono, con le loro azioni, da attori che portano un’alternativa alla violenza, che quotidianamente viene perpetrata in quei luoghi. Farsi portatori di azioni di pace instaurando ordine e legalità e rispetto dei diritti umani è il ruolo delle istituzioni militari e civili in quei luoghi.

Catia Eliana Gentilucci, docente di Economia Politica presso l’Università di Camerino, ha dedicato i suoi
studi all’analisi della relazione che sussiste tra sviluppo economico e sicurezza sociale.
E’ direttrice dell’OMPSI, Osservatorio per il Monitoraggio della Pace e della Sicurezza Territoriale.