Qualche cenno sull'argomento:

IL TALENTO E L’OCCASIONE

Il talento e l'occasione

Il problema della modesta ampiezza del parco progetti per il nuovo ciclo di programmazione è certamente sostanziale. Ma bisogna anche sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità ormai ineludibile di rivedere ampiamente il “ sistema degli incentivi” in senso lato.
Si tratterebbe di riscrivere  nel Mezzogiorno storico e non solo, un nuovo “patto sociale” in forza del quale vengano premiati il merito degli individui, la trasparenza e, usando le indicazioni del Rapporto Svimez, “capacità progettuale, spirito manageriale e reale innovazione” di tanti operatori italiani  onesti. Urge un “social compact” che affianchi e bilanci il discutibile “fiscal compact”
In altri termini, per usare categorie interpretative introdotte nella letteratura da Acemoglu e Robinson nel loro fortunatissimo saggio  “Whi Nations Fail”, bisognerebbe avviare una profonda stagione di riforme riforme che vadano al cuore dei processi sociali che si incardini sullo sviluppo di istituzioni “inclusive” (min.Triglia). Nel caso in cui si continuassero a premiare  le “locuste” e non le “api”,  a mio modesto avviso, sarebbe un po’ sterile continuare a dibattere sulla modesta dimensione del parco progetti. Come già scrivevo nel giugno scorso, non si capisce per quale motivo gli operatori onesti dovrebbero faticare come “api” a formulare  progetti tecnicamente validi e innovativi, quando poi dovessero essere ancora premiati, per chissà quali motivi, i progetti di qualità discutibile delle “locuste” che, sia nel Corano sia nella Bibbia, sono presentate come creature che distruggono e saccheggiano. In estrema sintesi, se in Italia si continuerà a scoraggiare le “api”-laboriose, feconde e capaci di produrre conoscenza condivisa – nei prossimi anni si dovrà continuare parimenti a ragionare su un parco progetti asfittico e di modesta qualità media. Prendendo a prestito le parole del famoso aforisma di Flaiano, si può dire che avremo sempre “pochi progetti, ma confusi”.