Qualche cenno sull'argomento:

NOSTALGIA DEL VENTO

Nostalgia del vento

La barca era rossa, rosso scuro, era quasi del colore del sangue. Guardammo dentro, ma non c’era nessuno.
Non c’erano tracce di vita, o di qualcosa che fosse riconducibile ad essa. L’interno era di un colore strano, inspiegabile, un colore specifico delle parti interne, era esattamente del colore che hanno dentro le uova di gallina, ma non intendo il colore del tuorlo o della chiara, quanto piuttosto il colore che ha il guscio dell’uovo nella sua parte interna. (…)
Dall’altra parte, verso la prua, sul fasciame, sul mascone di dritta, c’era un’ iscrizione, in bianco. Un nome. Non era stampato, pareva anzi fosse stato proprio scritto usando un pennello, di quelli tutti sfaldati che fanno il tratto largo e pieno di righe, di quelli che non stendono uniformemente la vernice, di quelli che lasciano quello che ci hai scritto in rilievo : non un’incisione quindi, ma il contrario, un rilievo. Perché l’incisione prevede che venga tolto qualcosa, il rilievo no, il rilievo prevede l’aggiunta di qualcosa. E quel nome, attaccato come un fregio, era una cosa in piu’. (…) Leggeremo tutti quel nome, ma a nessuno venne in mente di pronunciarlo a voce alta. Sembrava fosse pronunciato a voce alta già da solo. Sembrava che lo pronunciasse qualcuno alle nostre spalle, o intorno a noi, o sopra di noi. O che lo ripetesse all’infinito un’eco lontana. Io lo toccai con la mano. Era un nome bellissimo. Il nome più bello che avessi mai toccato in vita mia. Era il suo nome. Non sapevamo nemmeno che cosa volesse dire quel nome, eppure eravamo certi che significasse qualcosa, perché ci sono delle cose che se sei nato su una qualunque delle sponde di questo mare, non puoi non riconoscere. Anche se non le hai mai viste prima di quel momento. Sono cose che non devi imparare. Le sai già. Devi solo recuperarle. Chissà com’era apparsa sulla nostra spiaggia. La barca si chiamava Calipso.

Sandro Bonvissuto classe 1970, è nato e vive a Roma. Ha lavorato al Mercato Generale, ha fatto il commesso, il fattorino. Il parcheggiatore. Da Dieci anni lavora in una storica trattoria romana.
E’ laureato in filosofia.

Con Nostalgia del vento è al suo esordio letterario.